In alcuni paesi europei, pur in assenza di una categoria giuridica denominata biostasi, sono stati portati a termine casi di crioconservazione.

Questo non crea un diritto valido in tutta l'UE. Indica soltanto che, in alcuni casi, è possibile applicare le norme vigenti in materia di decesso, attività funerarie e trasporto, senza che tutte le autorità debbano esprimersi sulla natura della crionica.

La distinzione è importante. Una via percorribile non equivale a un quadro giuridico consolidato.

Questo articolo illustra gli aspetti da valutare. Non sostituisce il parere di un avvocato nel paese in cui potrebbe avvenire il decesso.

A balance scale beside an alpine landscape, representing the interaction between national European law and Swiss long-term storage
In Europa non esiste un'unica autorizzazione alla crionica: occorre confrontarsi con diversi ordinamenti giuridici.

L'UE non è un'unica giurisdizione in materia funeraria

L'Unione Europea non prevede un'unica procedura di autorizzazione per la crioconservazione.

L'accertamento e la registrazione del decesso, il trattamento della salma, le attività funerarie e molte decisioni di sanità pubblica restano disciplinati dal diritto nazionale. Anche le informazioni dell'UE su decesso e rimpatrio chiariscono che ciascuno Stato membro applica le proprie norme.

Alcune norme variano anche a livello regionale o comunale. La Svizzera costituisce un'ulteriore giurisdizione, poiché non è uno Stato membro dell'UE.

Perciò la domanda «la crionica è legale nell'UE?» racchiude in realtà diverse domande distinte.

  • Il decesso è stato accertato e registrato secondo il diritto locale?
  • Chi ha il potere di decidere in merito alla salma?
  • Le procedure richieste possono essere eseguite localmente?
  • La salma verrà rilasciata, e a quali condizioni?
  • Quali norme regolano l'esportazione, il transito e l'ingresso in Svizzera?
  • La conservazione a lungo termine è consentita dal diritto svizzero e cantonale?

Una risposta affermativa in una fase non garantisce una risposta affermativa nella fase successiva.

Cosa significa davvero la zona grigia legale

Una zona grigia non è un ambito privo di disciplina giuridica. È un'area in cui le categorie giuridiche esistenti non si applicano in modo netto a una procedura nuova.

Un'autorità può qualificare lo stesso caso come attività funeraria, trattamento della salma, donazione a fini scientifici, trasporto, questione di sanità pubblica o combinazione di tali elementi.

Questa classificazione può determinare l'esito. Il silenzio della legge sulla crionica non equivale quindi né a un'autorizzazione automatica né a un divieto automatico.

La Francia è un esempio utile, ma facile da interpretare male.

Nel dicembre 2025 il governo francese ha dichiarato che la normativa funeraria francese ammette la sepoltura e la cremazione, ma non la conservazione criogenica come forma di destinazione della salma in Francia.

Il caso Martinot riguardava due corpi conservati in un dispositivo di congelamento nella cripta di un castello privato. Le autorità imposero la sepoltura e negarono l'autorizzazione a proseguire la conservazione mediante congelamento in ambito privato.

Si tratta di una questione giuridica diversa da quella relativa al rilascio di una salma per lo svolgimento di procedure autorizzate e per il trasporto in un altro paese.

La Francia prevede una procedura distinta per il trasporto di una salma al di fuori della Francia metropolitana, che può comprendere un'autorizzazione prefettizia.

Ciò non significa che ogni intervento di biostasi prospettato in Francia sia consentito. Significa che l'affermazione «la conservazione criogenica non è un metodo di disposizione autorizzato in Francia» non va ridotta a «un residente francese non può essere trasportato all'estero per la crioconservazione».

France Cryonics ha sviluppato soluzioni basate sulle procedure applicabili e sul trasporto verso strutture di conservazione a lungo termine situate all'estero. Anche il partner funebre locale di Tomorrow.bio ritiene questa soluzione transfrontaliera praticabile sul piano operativo.

Si tratta di valutazioni operative utili, non di decisioni vincolanti. Le procedure esatte, i tempi, la documentazione e le autorizzazioni vanno comunque verificati caso per caso.

Nella pratica lo schema è più permissivo di quanto suggerisca il quadro giuridico

L'esperienza maturata da Tomorrow.bio nei casi seguiti e nei colloqui con i partner funebri evidenzia una dinamica ricorrente.

Quando la volontà della persona è documentata, i familiari giuridicamente rilevanti la rispettano e un partner funebre locale può gestire la documentazione ordinaria, la procedura può svolgersi senza controversie legali.

Le autorità non devono necessariamente autorizzare la crionica né pronunciarsi sull'eventualità di una futura rianimazione. Devono decidere se la gestione immediata, il rilascio della salma e il trasporto rispettano le norme di loro competenza.

Questo spiega come alcuni casi abbiano potuto essere portati a termine in ordinamenti privi di una disciplina specifica della biostasi.

Si tratta però di un dato operativo, non di un precedente. Il fatto che «lo Stato non sia intervenuto in questo caso» non equivale a dire che «lo Stato non potrà mai intervenire».

Il sostegno della famiglia riduce il rischio di ostacoli pratici

Il consenso della famiglia non rende lecito ciò che la legge vieta. Può però eliminare una delle cause più frequenti di ritardo o controversia.

La persona che conta non è sempre il parente più stretto in senso comune. Il diritto nazionale stabilisce chi può decidere sulle disposizioni funerarie e, in alcuni paesi, un documento può modificare l'ordine di priorità.

Per questo garantire che le proprie volontà vengano rispettate richiede sia documenti che conversazioni.

Un contratto con il prestatore del servizio attesta un accordo. Non prevale automaticamente su un coniuge, un rappresentante autorizzato, un pubblico ministero o un'autorità sanitaria.

Lo Stato può comunque avere un motivo per intervenire

Un iter privo di particolari ostacoli presuppone che il caso resti ordinario agli occhi dell'autorità competente.

Un decesso improvviso o sospetto, un'indagine obbligatoria, un'autopsia, il sospetto di una malattia infettiva, un conflitto familiare o un trasporto non conforme possono modificare rapidamente l'iter.

I funzionari possono anche ritardare un caso semplicemente perché la richiesta è inusuale e serve tempo per individuare la norma applicabile.

Nessuna di queste eventualità dimostra che la biostasi sia vietata in generale. Spiegano perché il rischio normativo dipende dalle circostanze del singolo caso e può avere conseguenze molto diverse.

Una buona pianificazione può ridurre l'incertezza evitabile. Non può eliminare l'autorità pubblica.

Il trasporto transfrontaliero non è un sistema uniforme

Il trasporto transfrontaliero di una salma è una pratica funeraria consolidata, ma la documentazione richiesta varia da paese a paese.

L'Accordo del Consiglio d'Europa del 1973 sul trasferimento delle salme istituisce un sistema di lasciapassare tra gli Stati contraenti. Non è legislazione dell'UE, e non tutti i paesi europei ne fanno parte.

Il trattato disciplina inoltre il trasferimento verso una destinazione nella quale la salma sarà sepolta o cremata. La biostasi non rientra con precisione in questa formulazione, per cui la sua applicabilità non va presunta senza verificarla con le autorità coinvolte.

Altri paesi si basano sul più antico Accordo di Berlino, su accordi bilaterali o su norme nazionali. Una via può coinvolgere il diritto del paese di partenza, di ogni paese di transito e del paese di destinazione.

Per questo il partner funebre non svolge soltanto una funzione di trasporto. Il partner contribuisce a tradurre il percorso giuridico in procedure logistiche, amministrative e di trasporto.

La Svizzera è una fase legale separata

La conservazione a lungo termine in Svizzera non annulla il diritto del paese in cui è avvenuto il decesso.

A questo si aggiunge il diritto svizzero. L'Ufficio federale della sanità pubblica precisa che è necessaria un'autorizzazione per trasportare una salma verso, da o attraverso la Svizzera, e che sono le autorità cantonali a rilasciarla.

L'iter pratico comprende quindi il rilascio della salma da parte delle autorità locali, il trasferimento transfrontaliero lecito, l'ingresso in Svizzera e una custodia a lungo termine conforme alla legge.

L'esistenza di una struttura in Svizzera risolve un'esigenza operativa. Non produce un'approvazione europea generale valida per tutte le fasi precedenti.

Per gli aspetti istituzionali, si vedano gli articoli sulla struttura di conservazione a lungo termine e sulla creazione di organizzazioni pensate per durare.

Cosa possono e non possono fare i documenti

I documenti non possono creare un'autorizzazione legale che la legge applicabile non concede.

Possono attestare l'intenzione, indicare le persone che devono agire, ridurre le ambiguità familiari, dimostrare la disponibilità dei fondi e fornire a ospedali e professionisti del settore funebre un piano concreto.

I documenti utili variano da paese a paese, ma spesso comprendono il contratto con il prestatore del servizio, una dichiarazione di volontà post mortem, istruzioni per le emergenze, la prova della disponibilità dei fondi ed eventuali designazioni di un rappresentante valide a livello locale.

Questi documenti devono essere coerenti tra loro e facili da reperire. Un'istruzione perfetta reperita con tre giorni di ritardo è, sul piano operativo, inutile quanto l'assenza di istruzioni.

Si veda l'articolo «Documenti importanti da conservare» per un elenco pratico.

Un modo migliore di ragionare sul proprio caso

Non ci si deve limitare a chiedersi se la crionica sia legale nel proprio paese. Bisogna chiedersi dove il piano potrebbe fallire.

  1. Verificare chi accerta il decesso e chi lo registra.
  2. Individuare chi ha l'autorità legale sulla salma.
  3. Verificare se le procedure locali di stabilizzazione sono consentite.
  4. Verificare con un professionista funebre locale le modalità di rilascio e di esportazione della salma.
  5. Verificare i requisiti di transito e di ingresso in Svizzera.
  6. Assicurare la coerenza tra i documenti, la posizione della famiglia e il piano concordato con il prestatore del servizio.

Se cambiano lo stato di salute, la residenza, la situazione familiare o il luogo previsto del decesso, occorre ripetere la verifica.

La conclusione, necessariamente prudente, è la seguente: la biostasi può essere praticabile sul piano operativo in molti paesi europei, ma il percorso giuridico concreto dipende dal diritto nazionale e dalle circostanze specifiche del caso.

Questo articolo fornisce informazioni divulgative generali, non una consulenza legale. Prima di basarsi su qualsiasi documento o piano di trasporto, occorre richiedere una consulenza specifica per il paese in questione.

In sintesi: l'Europa non dispone di una normativa unica che autorizzi o vieti la biostasi. La sua realizzabilità dipende dal diritto nazionale sul decesso, dalle autorità locali, dal sostegno della famiglia, dal coordinamento con i servizi funebri e dalle norme sul trasporto transfrontaliero.

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